Il giudicato favorevole alla snc non sempre si estende ai soci

Mercoledì 12 dicembre 2012

L’instaurazione di diversi contenziosi da parte della società di persone e dei soci viola il litisconsorzio necessario, ai sensi dell’art. 14 del DLgs. 546/92. Infatti, in riferimento alle liti relative a tributi imputati per trasparenza, tra società di persone e soci sussiste un litisconsorzio necessario originario che prevede l’inscindibilità dell’oggetto del ricorso. La società e i soci, dunque, devono essere tutti parte nel medesimo processo.

Nel caso in cui l’intero rapporto processuale si sia sviluppato in violazione di tale principio, determinando per il ricorso proposto dalla società il passaggio in giudicato della sentenza che aveva annullato l’avviso di accertamento, il processo instaurato dal socio va rinviato al giudice di primo grado, che valuterà le conseguenze del passaggio in giudicato di tale sentenza.
Questo è il principio affermato dalla Corte di Cassazione nella sentenza 23 novembre 2012 n. 20820.

Il caso che ha dato luogo al giudizio può essere così riassunto. L’Agenzia delle Entrate notifica un avviso di accertamento alla società e a uno dei soci. Sia la società che il socio propongono ricorso avverso l’avviso di accertamento. Il ricorso presentato dalla società viene accolto sia in primo grado che in appello e, presumibilmente, si forma il giudicato. Il ricorso presentato dal socio giunge in appello, e la Regionale lo accoglie sulla base del fatto che, come detto, nel frattempo è stato accolto, da altro giudice, il ricorso della società.

Secondo la Suprema Corte, la mancata applicazione delle norme sul litisconsorzio (il giudice di appello avrebbe dovuto rimettere la causa in primo grado) determina, di regola, la nullità dell’intero processo

Il giudicato non fa stato per le questioni “personali”

Nel caso in cui, però, si sia formato il giudicato della sentenza relativa all’avviso di accertamento notificato alla società, la C.T. Prov., secondo la Suprema Corte, dovrà valutarne i relativi effetti sostanziali e processuali prima di decidere nel merito.
Secondo l’orientamento delle Sezioni Unite (Cass. 4 giugno 2008 n. 14815), il passaggio in giudicato della sentenza fa stato nel processo relativo ai soci, in ragione del carattere oggettivamente pregiudiziale dello stesso. Pertanto, il passaggio in giudicato della sentenza spiega i suoi effetti a favore di tutti i soci, i quali possono opporlo all’Amministrazione finanziaria, salvo, però, alcune eccezioni.
Nel caso in esame, la C.T. Prov. dovrà dunque verificare il motivo dell’annullamento dell’atto.

Infatti, secondo la sentenza delle Sezioni Unite richiamata, nel caso in cui l’annullamento sia stato pronunciato per tardiva notifica dell’atto impositivo o per altra causa che riguarda la posizione “personale” del litisconsorte, gli effetti del giudicato non possono estendersi ai soci.
In questo ultimo caso, pertanto, il giudice di primo grado dovrà esaminare nel merito la causa, non attribuendo rilievo al giudicato formatosi nei confronti della società, e, comunque, dovrà disporre l’integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri soci, a meno che, anche nei loro confronti, non si sia già formato un giudicato.

Fonte: Eutekne Info
Alfio CISSELLO e Elena SCRIBONI