Scade il prossimo 31 maggio il termine per l’estromissione in via agevolata dei beni immobili strumentali da parte degli imprenditori individuali. Fra gli adempimenti documentali legati all’agevolazione rientra l’emissione di apposita fattura per autoconsumo.

È opportuno rammentare, infatti, che, ai fini IVA, assume rilevanza la destinazione dei beni all’uso o consumo personale o familiare dell’imprenditore, essendo operazione assimilata alla cessione di beni, ai sensi dell’art. 2 comma 2 n. 5) del DPR 633/72. Ciò, fermo restando il caso in cui per il bene “auto-consumato” non sia stata operata, all’atto dell’acquisto, la detrazione dell’imposta ai sensi dell’art. 19 del DPR 633/72. In tale circostanza, infatti, l’estromissione del bene risulterebbe al di fuori dell’ambito di applicazione dell’IVA.

Considerato l’obbligo pressoché generalizzato di emissione di fattura in formato elettronico, l’imprenditore individuale sarà tenuto a compilare un file XML da trasmettere mediante Sistema di Interscambio, contraddistinto dal codice “Tipo Documento” TD27, specificamente utilizzabile per le cessioni gratuite e per l’autoconsumo esterno di cui all’art. 2 comma 2 numeri 4) e 5) del DPR 633/72.
Il soggetto emittente dovrà inserire i propri dati all’interno dei campi “Cedente/prestatore” (C/P) e “Cessionario/Committente” (C/C), pena lo scarto del documento da parte del sistema con codice 00472 (specifiche tecniche versione 1.7.1). Sarà scartato anche il file XML in cui cedente e cessionario sono coincidenti, ma è stato erroneamente scelto il codice TD01 (“Fattura”). Il sistema non accetta, infatti, che a tale codifica corrispondano dati identici negli elementi “C/P” e “C/C”.

Ulteriore aspetto cui prestare attenzione concerne la compilazione del campo “Data” della sezione “Dati Generali” dell’autofattura. L’art. 6 comma 3 lett. c) del DPR 633/72 stabilisce che per la destinazione dei beni al consumo personale o familiare dell’imprenditore l’operazione si intende effettuata “all’atto del prelievo dei beni”.
Considerato che la procedura di autoconsumo non richiede particolari adempimenti, al fine di determinare il suddetto “atto di prelievo dei beni” e, quindi, la data da inserire nel file XML, può farsi riferimento alle istruzioni contenute nella circolare n. 26/2016, in cui, con riguardo alla precedente disciplina agevolativa, l’Agenzia delle Entrate affermava che “può considerarsi comportamento che esprime in modo concludente la volontà di estromettere gli immobili la contabilizzazione dell’estromissione sul libro giornale (nel caso di impresa in contabilità ordinaria) oppure sul registro dei beni ammortizzabili (nel caso di impresa in contabilità semplificata)” (circ. n. 26/2016, capitolo IV, Parte I, § 3).

Con riguardo, invece, alla base imponibile, da riportare all’interno della sezione “Dati Beni Servizi”, il Decreto IVA, conformemente alla disciplina comunitaria (art. 74 della direttiva 2006/112/Ce) dispone che per le operazioni in commento i “corrispettivi” siano costituiti dal “prezzo di acquisto o, in mancanza, dal prezzo di costo dei beni o di beni simili, determinati nel momento in cui si effettuano tali operazioni” (art. 13 comma 2 lett. c) del DPR 633/72).

Anche in questo caso vengono in aiuto le indicazioni contenute nella circ. n. 26/2016, in cui si sottolinea che il riferimento normativo al prezzo di acquisto o di costo “implica che la base imponibile IVA della cessione gratuita non comprenda il «ricarico» normalmente praticato sul mercato per quel bene, bensì sia costituita dal prezzo di acquisto del bene «attualizzato» al momento della cessione”. Facendo riferimento a quanto affermato dalla Corte Ue nella sentenza 17 maggio 2001 cause riunite C-322/99 e C-323/99, la base imponibile nel caso di specie va fatta coincidere con il “valore residuo del bene al momento del prelievo”.

Il costo di acquisto o costruzione dovrebbe quindi tener conto delle spese incrementative sostenute e del deperimento del bene. Quanto a quest’ultimo aspetto, qualora si decida di fare riferimento all’eventuale processo di ammortamento, occorrerà verificare che esso sia idoneo a rappresentare correttamente la riduzione di valore.

Determinata la base imponibile, sarà necessario appurare il corretto regime IVA applicabile all’estromissione. In tal senso, a seconda che l’operazione riguardi beni immobili strumentali per destinazione o per natura, opereranno rispettivamente le disposizioni di cui all’art. 10 comma 1 nn. 8-bis e 8-ter del DPR 633/72.

Infine, pur in assenza di chiarimenti di prassi al riguardo, l’omessa o tardiva emissione dell’autofattura per autoconsumo non dovrebbe invalidare la procedura di estromissione agevolata. Stando a quanto chiarito dall’Agenzia nella circ. n. 26/2016, fermo restando il comportamento concludente del contribuente, l’opzione per l’agevolazione si perfeziona infatti con l’indicazione nella dichiarazione dei redditi (per le estromissioni perfezionate entro il prossimo 31 maggio ci si riferisce al modello REDDITI PF 2024).

Questi temi saranno approfonditi nel corso della diretta web “Estromissione dei beni dalle imprese individuali: ultimi controlli in vista della scadenza del 31 maggio” in programma il 23 maggio.

Fonte: Eutekne INFO

Luca BILANCINI

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