Con il provvedimento n. 188347/2023 è stato approvato il più recente modello di comunicazione per la fruizione del credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno ex art. 1 commi 98-108 della L. 208/2015, nonché per i crediti d’imposta ZES ex art. 5 del DL 91/2017 e ZLS (art. 1 commi da 61 a 65-bis della L. 205/2017), spettanti fino al 31 dicembre 2023.
Tale modello (c.d. CIM23) va inviato entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello nel corso del quale sono effettuate le acquisizioni. Pertanto, per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2023, entro il 31 dicembre 2024.
Per i crediti relativi a investimenti realizzati dal 2016 al 2022, la comunicazione può invece essere presentata, utilizzando il “vecchio” modello (c.d. CIM17), entro e non oltre il 31 dicembre 2023.
Con riguardo alle modalità di compilazione del modello CIM, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato alcune FAQ (due datate 6 luglio e una 28 settembre 2023), nella specifica sezione del proprio sito dedicata alle agevolazioni in esame.
In linea generale, viene chiarito che per le acquisizioni di beni agevolabili effettuate dal 1° gennaio 2023, nella colonna 6 del rigo A2 del quadro A del nuovo modello di comunicazione per la fruizione del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno (mod. CIM23) va indicata la data inziale del progetto di investimento (ossia la data del primo impegno giuridicamente vincolante) anche se anteriore al 1° gennaio 2023.
Viene poi analizzato il caso in cui un’impresa abbia inviato nell’anno 2022 una comunicazione modello CIM17 per un progetto di investimento che doveva essere realizzato per intero entro l’anno 2022, ma gli investimenti riferiti a tale progetto sono stati realizzati di fatto in parte nel 2022 e in parte nel 2023.
In tal caso, secondo l’Agenzia, occorre anzitutto inviare una comunicazione rettificativa di quella inviata nel 2022, utilizzando la medesima versione del modello impiegata per la comunicazione da rettificare (CIM17), indicando l’importo del credito rideterminato per tenere conto dei soli investimenti realizzati nel 2022. Nel campo “Data fine investimento” del rigo A2 del quadro A deve essere riportata la data del 31 dicembre 2022, posto che il software di compilazione non consente l’indicazione di date successive.
Occorre inoltre inviare una nuova comunicazione (non rettificativa), utilizzando l’ultima versione del modello (CIM23), per indicare i soli investimenti realizzati nel 2023 e il corrispondente credito d’imposta. In tale comunicazione, nel campo “Data inizio investimento” del rigo A2 va indicata la medesima data riportata nel predetto campo della comunicazione inviata nel 2022 mentre nel campo “Data fine investimento” va indicata la data (ricompresa nell’anno 2023) in cui si conclude il progetto di investimento.
La più recente risposta riguarda la modalità di compilazione in presenza di progetti d’investimento relativi a crediti d’imposta diversi.
Nella fattispecie, un’impresa intende inviare nell’anno 2023 due comunicazioni modello CIM23:
– la prima per un progetto di investimento per il quale viene chiesto il credito d’imposta ZES di cui all’art. 5 del DL n. 91/2017;
– la seconda per un diverso progetto di investimento per il quale viene chiesto il credito d’imposta Mezzogiorno di cui all’art. 1, commi 98-108, della L. n. 208/2015.
Si chiede come deve essere compilato il campo 10 (N. progressivo progetto) del rigo A2 del quadro A.
Secondo l’Agenzia, i progetti d’investimento da esporre nelle due comunicazioni sono diversi e, pertanto, il campo 10 (N. progressivo progetto) del rigo A2 del quadro A deve essere così compilato indicando
– nella prima comunicazione il valore 1;
– nella seconda comunicazione il valore 2.
Ciascun progetto d’investimento, quindi, deve essere identificato da un valore numerico univoco a prescindere dal credito d’imposta cui si riferisce.
Fonte: Eutekne INFO
Pamela ALBERTI