L’obbligo di fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio è esteso dal 1° luglio 2022, ai sensi dell’art. 18 del DL 36/2022, anche ai soggetti che adottano il regime forfetario o il regime “di vantaggio”, qualora nell’anno precedente abbiano conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, superiori a 25.000 euro.
La predetta estensione potrebbe avere conseguenze anche in relazione alle operazioni che i citati soggetti effettuano con controparti non stabilite in Italia.

Proprio dal 1° luglio 2022, infatti, la comunicazione delle operazioni con soggetti non stabilite nel territorio dello Stato (c.d. “esterometro”) non potrà più essere effettuata secondo le modalità attuali ma richiederà obbligatoriamente la trasmissione mediante il SdI, adottando il medesimo formato della fattura elettronica. Lo dispone l’art. 1 comma 3-bis del DLgs. 127/2015, modificato dalla legge di bilancio 2021.
L’obbligo di invio dei predetti dati via SdI, peraltro, avrebbe dovuto decorrere dal 1° gennaio 2022 ma è stato così differito al 1° luglio 2022 per effetto dell’art. 5 del DL 146/2021.

Da tale data entreranno in vigore le specifiche tecniche versione 1.7, approvate con il provv. n. 374343/2021 (che ha abrogato il precedente provv. n. 293384/2021), le quali regolano le nuove modalità di trasmissione dei dati, disponendo, tra l’altro, che con riferimento alle operazioni ricevute da soggetti non stabiliti si utilizzino i codici <TipoDocumento> TD17, TD18 o TD19, già impiegati per l’integrazione dell’imposta nel reverse charge “esterno”.
Attualmente, stando ai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate (circ. 17 giugno 2019 n. 14), sono esonerati dalla comunicazione sia i soggetti che operano in base al regime forfetario (art. 1 comma 54 ss. della L. 190/2014) sia coloro che applicano il regime “di vantaggio” (art. 27 commi 1 e 2 del DL 98/2011).

Tuttavia, alla luce della descritta introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica anche per tali soggetti ex DL 36/2022, fermo il limite di ricavi o compensi pari a 25.000 euro annui, dovrà essere riconsiderata la validità dell’esonero dalla presentazione del c.d. “esterometro” via SdI per le operazioni da/verso controparti non stabilite in Italia.
L’adempimento è da ritenersi, infatti, esteso anche ai soggetti in commento, i quali non rientrano più nell’esclusione prevista dall’art. 1 comma 3 del DLgs. 127/2015, cui fa espresso rinvio il successivo comma 3-bis, nel definire l’ambito di applicazione dell’esterometro.

La decisione del Consiglio Ue n. 2251/2021, che ha prorogato al triennio 2022-2024 la misura che autorizza l’Italia ad adottare la fatturazione elettronica obbligatoria, non ha previsto l’esclusione dei soggetti passivi che si avvalgono della franchigia per le piccole imprese, confermando, tuttavia, che l’utilizzo e l’accettazione del documento elettronico riguardano esclusivamente i “soggetti passivi stabiliti sul territorio italiano”.
Resterà, quindi, valida l’esclusione dall’adempimento per i soggetti non stabiliti che si siano identificati direttamente ai fini IVA in Italia o abbiano ivi nominato un rappresentante fiscale (risposte a interpello Agenzia delle Entrate n. 67/2019 e n. 104/2019).

Per gli operatori in regime forfetario, particolare attenzione dovrà essere posta ai termini per trasmettere i dati via SdI relativi agli acquisti da soggetti non stabiliti, poiché l’invio deve avvenire entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricevimento del documento comprovante l’operazione o del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

Peraltro, per tutti gli acquisti in reverse charge, tali soggetti assumono la qualifica di debitori d’imposta e sono tenuti a emettere autofattura o a integrare la fattura ricevuta, al fine di versare l’IVA entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni.

Sanzioni disapplicate nel terzo trimestre

Da ultimo, si evidenzia che l’art. 18 del DL 36/2022 consente nel terzo trimestre 2022, per i soggetti in regime forfetario e “di vantaggio”, l’emissione della e-fattura via SdI entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, senza che sia applicata la sanzione di cui all’art. 6 comma 2 del DLgs. 471/97.

Considerando l’estensione, per i citati soggetti, anche dell’obbligo di comunicazione delle operazioni con controparti non stabilite in Italia, occorrerebbe comunque una verifica in merito alla possibile disapplicazione della sanzione relativa all’omessa o irregolare trasmissione dei dati delle operazioni transfrontaliere, quantomeno per il primo trimestre di applicazione della disposizione. Ai sensi dell’art. 11 comma 2-quater del DLgs. 471/97, tale sanzione è pari a 2 euro per ciascuna fattura i cui dati sono stati omessi o errati, entro il limite massimo di 400 euro per ciascun mese (o di 200 euro, se la trasmissione dei dati è effettuata correttamente entro i 15 giorni successivi ai termini di legge).

Fonte: Eutekne INFO

Luca BILANCINI e Emanuele GRECO

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