Via libera degli uffici: la scadenza, attualmente fissata al 10 settembre, dovrebbe slittare alla fine del mese in corso
Non sarà fino al 31 ottobre, come più volte richiesto dai commercialisti, ma la proroga della scadenza per l’invio delle dichiarazioni dei redditi, per i soggetti che intendono accedere al contributo a fondo perduto perequativo, dovrebbe comunque arrivare.
L’ipotesi su cui starebbe lavorando il Ministero dell’Economia è quella di spostare il termine, attualmente fissato al prossimo 10 settembre, al 30 settembre. Su questa data sarebbe già arrivato l’ok degli uffici, mentre diversi esponenti dell’Esecutivo avevano già aperto, nelle scorse settimane, alla possibilità di uno slittamento. Manca, quindi, solo il decreto. L’auspicio degli operatori è che possa essere varato (o quantomeno annunciato ufficialmente) nel più breve tempo possibile e non, come troppe volte accaduto in passato, a ridosso della scadenza del prossimo venerdì.
Anche perché si tratta di un adempimento che riguarda una platea molto ampia di contribuenti. Il Consiglio nazionale dei commercialisti calcola che il contributo perequativo possa interessare tra uno e due milioni di partite IVA. Il numero è ottenuto sottraendo al totale delle partite IVA quelle inattive e le grandi società (escluse dal beneficio): ne restano circa 4 milioni, di cui almeno un terzo ha subito un peggioramento del reddito ed è, quindi, un potenziale destinatario della misura.
Questo significa che gli operatori dovranno presentare dichiarazioni a tappeto, in modo da evitare che le imprese clienti vengano escluse dallo strumento. Ad oggi, non si conoscono ancora i parametri che porteranno alla quantificazione del contributo e la situazione non pare destinata a cambiare almeno fino a quando l’Amministrazione finanziaria non avrà a disposizione tutti i dati dei contribuenti.
La definizione dei parametri da applicare, in altre parole, verrà fatta ex post, in modo tale da non sforare il tetto di spesa previsto dal Governo, che sulla misura ha stanziato 4 miliardi. Fatto ciò, si procederà con la pubblicazione del decreto ministeriale e del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate con cui verranno specificati termini e modalità di presentazione delle istanze. Solo dopo aver aperto la piattaforma e raccolto le richieste dei contribuenti, si potrà dare avvio alle erogazioni.
Un procedimento complesso che il Governo avrebbe intenzione di chiudere entro l’anno. Ecco perché per la proroga non è stata presa in considerazione la data del 31 ottobre, su cui i commercialisti, in primis il Consiglio nazionale, hanno insistito tanto. In via XX Settembre, c’è la convinzione che, con una proroga di venti giorni, si possa in ogni caso riuscire a procedere con i versamenti dei contributi per il mese di dicembre.
Di qui, la scelta dello slittamento al 30 settembre che, considerate le condizioni in cui si trovano ad operare i commercialisti (già oberati da tanti altri adempimenti in questo periodo dell’anno), è comunque da salutare con favore, a patto che non venga ufficializzato a un giorno dalla scadenza del 10 settembre. Perché a quel punto potrebbe rilevarsi pressoché inutile.
Fonte: Eutekne info
Savino GALLO