La disciplina emergenziale, infatti, riconosce una mera facoltà che non può essere data per scontata

A fronte della facoltà, concessa dalla disciplina emergenziale, di approvare il bilancio al 31 dicembre 2020 entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio, appare opportuna una delibera dell’organo amministrativo (anche adottata “a distanza”) che, nei termini ordinari, renda manifesta la volontà di avvalersi della proroga.

Si ricorda che, ai sensi dell’art. 2364 comma 2 c.c., nello statuto delle spa è possibile prevedere un termine maggiore di quello ordinario di 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale entro il quale convocare annualmente l’assemblea ordinaria, comunque non superiore a 180 giorni, quando la società è tenuta alla redazione del bilancio consolidato (proroga “sistematica”) “ovvero” lo richiedono particolari esigenze connesse alla struttura ed all’oggetto della società (proroga “occasionale”).

Gli amministratori, in entrambi i casi, devono segnalare le cause della dilazione nella Relazione sulla gestione (art. 2364 comma 2 ultimo periodo c.c.). Tale obbligo sussiste anche nel caso di adozione dei sistemi dualistico e monistico. Laddove la società predisponga il bilancio in forma abbreviata, le indicazioni circa i motivi del rinvio, non potendo essere inserite nella Relazione sulla gestione, devono essere specificate nella Nota integrativa (cfr. Trib. Isernia 19 aprile 2006 n. 247).

L’art. 2364 comma 2 c.c. è espressamente richiamato nella disciplina delle srl dall’art. 2478-bis comma 1 c.c.
In tale ambito, peraltro, le decisioni dei soci possono essere adottate sia con il tradizionale metodo assembleare, sia, previa specifica indicazione nell’atto costitutivo, con le modalità della “consultazione scritta” e del “consenso espresso per iscritto” (cfr. l’art. 2479 comma 3 c.c.).

A fronte di tale disciplina codicistica, in sede di conversione nella L. n. 21/2021 del DL 183/2020 (c.d. DL “Milleproroghe”), attraverso una modifica all’art. 106 comma 1 del DL 18/2020 convertito, è stato stabilito che, in deroga a quanto previsto dagli artt. 2364 comma 2 e 2478-bis comma 1 c.c., o alle diverse disposizioni statutarie, per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2020, l’assemblea ordinaria è convocata entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

È opinione sostanzialmente condivisa, in dottrina, che l’utilizzo del termine più ampio in forza del nuovo art. 106 comma 1 del DL 18/2020 convertito si presenti quale mera facoltà. Le società, quindi, possono tenere l’assemblea nella data più adeguata rispetto alle proprie esigenze (per il pagamento dei dividendi o per l’adozione di decisioni ulteriori rispetto all’approvazione del bilancio; così la news legislativa Assonime 18 marzo 2020).

Si tende, inoltre, a ritenere che l’utilizzo del termine più ampio non debba essere specificamente motivato dalla società (cfr. la news legislativa Assonime 18 marzo 2020 e il documento di ricerca CNDCEC-FNC 18 marzo 2020); appare sufficiente, infatti, che il CdA, nella riunione tesa all’approvazione del progetto e/o alla convocazione dell’assemblea menzioni la situazione emergenziale (così la nota Federholding n. 5/2020) e ne dia poi atto nella Relazione sulla gestione o nella Nota integrativa.

Il termine più ampio, inoltre, dovrebbe essere riferito alla data di prima convocazione dell’assemblea (cfr. la news legislativa Assonime 18 marzo 2020). Esso, quindi, per le seconde convocazioni potrà anche slittare al mese di luglio 2021.
Resta il tema della necessità/opportunità di una delibera dell’organo amministrativo qualora lo stesso intenda avvalersi del termine prorogato.

È stato, in particolare, sottolineato come, a fronte della previsione normativa di proroga dei termini di approvazione del bilancio, non vi sia la “necessità” di adottare una specifica delibera di rinvio da parte degli amministratori entro il termine di 120 giorni.
Peraltro, tale delibera (v. bozza) – costituendo il rinvio ai 180 giorni una mera facoltà che prescinde dalle indicazioni statutarie e dalle ulteriori condizioni, e, quindi, una soluzione né necessaria né scontata – appare, quanto meno “opportuna” e pienamente conforme ai canoni della diligenza gestoria. Ciò in quanto – come sostenuto da autorevole dottrina – il fatto di decidere di impiegare un maggiore spazio temporale per la predisposizione e il completamento dell’iter relativo al bilancio di esercizio, dovrebbe comunque restare “tracciato”, anche al fine di riprogrammare i lavori e le attività propedeutiche, con le conseguenti ricadute sulle responsabilità interne alla società.

Occorre tenere presente, infine, che a tale CdA si reputa applicabile anche la previsione dell’art. 106 del DL 18/2020 convertito che consente lo svolgimento “a distanza” delle assemblee a prescindere dal fatto che ciò sia o meno consentito a livello statutario. Tale principio, infatti, seppure sancito con riguardo alle decisioni dei soci, non può che costituire espressione di un principio generale applicabile alle riunioni di ogni organo sociale (cfr. le comunicazioni agli associati Assonime del marzo 2020, nonché le motivazioni della massima 11 marzo 2020 n. 187 del Consiglio notarile di Milano).

Fonte: EUTEKNE

Maurizio MEOLI

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