Non si è fatta attendere la reazione delle associazioni dei commercialisti alle tante lettere di compliance inviate negli ultimi giorni dall’Agenzia delle Entrate ai contribuenti in regime forfetario. Con tali missive, anticipate con il provvedimento n. 325550 pubblicato lo scorso 19 settembre, l’Amministrazione finanziaria comunicava di aver riscontrato anomalie nella compilazione del quadro RS del modello REDDITI 2022 PF (si veda “Dall’Agenzia avvisi ai forfetari per regolarizzare il quadro RS incompleto” del 20 settembre 2023). Nello specifico, si tratta della mancata indicazione degli elementi informativi obbligatori richiesti ai sensi dell’art. 1 comma 73 della L. 190/2014.

Ai contribuenti, dunque, si chiede di mettersi in regola tramite il ravvedimento operoso, presentando una dichiarazione integrativa e beneficiando, così, della riduzione delle sanzioni in funzione della tempestività della regolarizzazione. Si può, inoltre, anche tramite gli intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni ex art. 3 comma 3 del DPR 322/98, richiedere informazioni o segnalare all’Agenzia eventuali elementi, fatti e circostanze dalla stessa non conosciuti esclusivamente con le modalità indicate nella comunicazione.

ANC, ADC e UNGDCEC, però, non ci stanno. “Inviando queste lettere – ha commentato il Presidente dell’Unione giovani, Matteo De Lise – l’Agenzia delle Entrate afferma che i contribuenti che hanno barrato il campo «assenza di dati da dichiarare» abbiano compiuto un’omissione rilevante. Ci domandiamo: cosa c’è di strano se un contribuente che non deduce costi dall’attività e, pertanto, che non ha interesse a sostenere costi, non abbia effettivamente nessun dato da dichiarare? L’unica funzione del quadro RS per i forfetari è quella di fornire un dato statistico, una mera informazione riguardo costi dell’attività (fiscalmente irrilevanti)”.

E allora, visto che “l’inutilità fiscale del dato è conclamata”, che senso ha, si chiede l’associazione, l’invio massivo di queste lettere? Lo scenario che si prefigura, ha aggiunto De Lise, è che “quasi tutti i forfetari raggiunti da queste lettere chiameranno il loro commercialista, ricontrolleranno la documentazione e molto probabilmente pagheranno la sanzione prevista indicando, con molta probabilità, un dato insignificante”.

Peraltro, ha sottolineato l’ADC in un altro comunicato stampa diffuso ieri, “l’Agenzia ha oggi tutte le informazioni disponibili. Vero è che la legge istitutiva del regime consente al Fisco di chiedere informazioni, ma la mancata compilazione di un rigo o più righi del quadro RS lascia sicuramente intatti i poteri di monitoraggio, accertamento e controllo. Le inadempienze informative sul quadro RS non provocano alcun ostacolo ai funzionari del MEF a trarre qualsiasi dato dall’Anagrafe tributaria e dal cassetto fiscale in cui vengono tracciati tutti gli acquisti dei contribuenti italiani”.

C’è poi l’“effetto fuorviante” che generano queste comunicazioni sui contribuenti, magari “indotti a pensare che la dichiarazione non rechi alcun dato, poiché non viene specificata la funzione formale” delle informazioni del quadro RS. “Ulteriore confusione – ha continuato l’associazione guidata da Maria Pia Nucera – genera l’indicazione della sanzione in misura piena di 250 euro da una parte e, contemporaneamente, l’omissione di una indicazione specifica della riduzione delle sanzioni spettanti secondo la tempistica dell’adempimento. Cambiano i Governi, ma non la cultura del sospetto dell’Amministrazione finanziaria che non ricorda i suoi obblighi, ma solo quelli dei contribuenti”.

Il tema è stato portato anche all’attenzione di Maurizio Leo, che ieri ha incontrato una delegazione dell’ANC. Dinanzi alle rimostranze dell’associazione guidata da Marco Cuchel, che ha rappresentato il “disagio dei colleghi” nel dover far fronte a richieste di dati che “non hanno rilevanza ai fini della nella determinazione delle imposte dovute e che spesso riguardano informazioni già in possesso dell’Amministrazione Finanziaria”, il Viceministro all’Economia ha dichiarato di voler “approfondire la questione”, interessando direttamente il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ruffini.

Fonte: Eutekne INFO

Savino GALLO

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