Con il decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze del 29 marzo 2023, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 aprile 2023, è stata prevista la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate di ulteriori dati relativi agli oneri detraibili e deducibili, da utilizzare per la precompilazione dei modelli 730 e REDDITI PF, secondo quanto previsto dal DLgs. 21 novembre 2014 n. 175.In particolare, la trasmissione telematica si estende alle spese sostenute dalle persone fisiche per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, che beneficiano della detrazione IRPEF del 19% ai sensi dell’art. 15 comma 1 lett. i-decies del TUIR, su un importo fino a 250 euro.I nuovi obblighi di comunicazione:- sono finalizzati a implementare i dati che confluiscono nelle dichiarazioni dei redditi precompilate considerato che, come si legge nelle motivazioni del DM 29 marzo 2023, le spese per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale sono tra gli oneri detraibili che ricorrono con maggiore frequenza nelle dichiarazioni dei redditi;- si applicano a partire dai dati relativi al periodo d’imposta 2023, in modo da essere utilizzati per la precompilazione dei modelli 730/2024 e REDDITI PF 2024.Si sottolinea che, ai sensi dell’art. 1 comma 5 del DM 29 marzo 2023, con riferimento ai periodi d’imposta 2023 e 2024 le comunicazioni sono trasmesse in via facoltativa; la trasmissione dei dati diventerà obbligatoria a partire dal periodo d’imposta 2025 (modelli 730/2026 e REDDITI PF 2026).Il termine per la comunicazione dei dati all’Agenzia delle Entrate è stabilito entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento, come prorogato, rispetto al termine del 28 febbraio previsto dall’art. 78 commi 25 e 25-bis della L. 413/91, dall’art. 16-bis comma 4 del DL 124/2019.La prima scadenza, facoltativa, sarà quindi il 16 marzo 2024, con riferimento alle spese sostenute nel 2023.Nello specifico, gli enti pubblici o i soggetti privati affidatari del servizio di trasporto pubblico trasmettono telematicamente all’Agenzia delle Entrate una comunicazione contenente i dati relativi alle spese detraibili per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, sostenute nell’anno precedente da persone fisiche, con l’indicazione dei dati identificativi dei titolari degli abbonamenti e dei soggetti che hanno sostenuto le citate spese.La trasmissione da parte dei suddetti soggetti riguarda anche i dati dei rimborsi delle spese per l’acquisto degli abbonamenti disposti nell’anno precedente, con l’indicazione del soggetto che ha ricevuto il rimborso e dell’anno nel quale è stata sostenuta la spesa rimborsata.Non devono essere comunicati i rimborsi contenuti nella certificazione dei sostituti d’imposta di cui all’art. 4 del DPR 322/98, tipicamente i rimborsi erogati dal datore di lavoro ai propri dipendenti, già contenuti nella Certificazione Unica.Sono altresì escluse dalle comunicazioni le spese riferite ad abbonamenti venduti con modalità in cui non è prevista la registrazione dei dati identificativi dei titolari.Nelle comunicazioni vanno indicati solo i dati relativi alle spese effettuate tramite banca o ufficio postale, ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall’art. 23 del DLgs. 241/97, posto che, come stabilito dall’art. 1 comma 679 della L. 160/2019, la detrazione IRPEF del 19% degli oneri indicati nell’art. 15 del TUIR spetta a condizione che l’onere sia sostenuto con modalità di pagamento tracciabili.Le modalità tecniche per la trasmissione delle descritte comunicazioni saranno stabilite con un apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.
Sanzioni “piene” applicabili dal periodo d’imposta 2025
Per i periodi d’imposta 2023 e 2024, vale a dire per le comunicazioni trasmesse, in via facoltativa, rispettivamente, entro il 16 marzo 2024 e il 16 marzo 2025, non si applicano le sanzioni di cui all’art. 3 comma 5-bis del DLgs. 175/2014, a meno che l’errore nella comunicazione dei dati determini un’indebita fruizione di detrazioni o deduzioni nella dichiarazione precompilata.