A decorrere dal 2022, è messo a regime il limite annuale di 2 milioni di euro per compensare i crediti d’imposta e contributivi nel modello F24 ai sensi dell’art. 17 comma 1 del DLgs. 241/97.
L’istituto si applica, ad esempio, alla compensazione “orizzontale” del credito IVA annuale e trimestrale, con altri tributi o contributi.

Il limite di 2 milioni di euro è stato stabilito dall’art. 1 comma 72 della legge di bilancio 2022 (L. 234/2021), estendendo quanto già previsto dall’art. 22 del DL 73/2021 (conv. L. 106/2021).
In precedenza, il limite di cui trattasi era già stato fissato nell’importo di un milione di euro, per il solo anno 2020, a norma dell’art. 147 del DL 34/2020 (conv. L. 77/2020), incrementando la soglia di 700.000 euro stabilita dall’art. 9 comma 2 del DL 35/2013 e dall’art. 34 comma 1 della L. 388/2000, il cui disposto è immodificato ma non più operativo.

In buona sostanza, alla luce dei menzionati interventi normativi, il limite di 700.000 euro è rimasto applicabile sino all’anno 2019.
Il previgente limite di 700.000 euro poteva essere innalzato a un milione di euro da parte dei soggetti che avessero registrato, nell’anno precedente, un volume d’affari costituito per almeno l’80% da prestazioni rese in esecuzione di contratti di subappalto nel settore dell’edilizia (art. 35 comma 6-ter del DL 223/2006). Tale previsione di carattere speciale è stata, quindi, assorbita dal più elevato limite di compensazione ex art. 1 comma 72 della L. 234/2021.

In tema di IVA, la compensazione del credito è soggetta a ulteriori condizioni.
In particolare, qualora si intenda utilizzare in compensazione “orizzontale” un credito IVA per un importo annuo superiore a 5.000 euro, sussiste l’obbligo di presentare la dichiarazione annuale o il modello TR muniti del visto di conformità oppure della sottoscrizione alternativa da parte del soggetto deputato alla revisione legale dei conti (art. 10 del DL 78/2009).
Il suddetto limite di 5.000 euro è aumentato a 50.000 euro in favore delle start up innovative di cui all’art. 25 del DL 179/2012.

Inoltre, non è richiesto il visto di conformità al fine di compensare i crediti IVA per un importo non superiore a 50.000 euro annui, da parte dei soggetti passivi che soddisfano i diversi livelli di affidabilità conseguenti all’applicazione degli ISA.
Per l’anno d’imposta 2020, l’esonero si applica in presenza di un livello di affidabilità almeno pari a 8 su 10, oppure a 8,5 (media semplice dei livelli di affidabilità 2019 e 2020):
– al credito annuale maturato nell’anno 2021 (risultante dalla dichiarazione IVA 2022);
– ai crediti trimestrali maturati nei primi tre trimestri del 2022 (risultanti dai relativi modelli TR).

La compensazione nel modello F24 dei crediti IVA, annuali o trimestrali, per un importo annuo superiore a 5.000 euro, richiede la preventiva presentazione della dichiarazione annuale o del modello TR da cui scaturisce il credito. 
Il credito può essere compensato solamente a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o del modello TR.

È, viceversa, “libero” l’utilizzo in compensazione “orizzontale” dei crediti IVA per un importo non superiore a 5.000 euro annui. In tal caso, la compensazione del credito IVA annuale, nel modello F24, è possibile già a decorrere dal primo giorno successivo a quello di chiusura dell’anno d’imposta in cui il credito è maturato. Risulta ininfluente la data di presentazione della dichiarazione da cui emerge il credito, oltre a non esservi la necessità di apporre il visto di conformità (o la sottoscrizione alternativa).
Per i crediti IVA trimestrali, è invece necessaria la presentazione del relativo modello TR e la compensazione è ammessa dal giorno successivo a quello di presentazione del modello.

Seppur in assenza di chiarimenti ufficiali sul punto, si ritiene che il limite massimo in argomento segua un criterio “di cassa”, in relazione alle compensazioni effettuate con il modello F24 nell’anno solare, indipendentemente dal periodo d’imposta del soggetto che le effettua e da quello di maturazione del credito.

Con specifico riferimento ai crediti IVA, è da evidenziare che il limite massimo di 2 milioni di euro comprende anche i rimborsi erogati in favore dei soggetti intestatari di conto fiscale, con la procedura c.d. “semplificata”, secondo quanto stabilito dall’art. 25 comma 4 del DLgs. 241/97.

Peraltro, si rammenta che, proprio con riferimento all’IVA, la Corte di Giustizia Ue (sentenza 16 marzo 2017, causa C-211/16) ha sancito la compatibilità con il diritto comunitario del limite massimo stabilito, a livello interno, per la compensazione dei crediti IVA ai sensi dell’art. 34 comma 1 della L. 388/2000, a condizione che detti crediti possano essere recuperati dai soggetti passivi entro un termine ragionevole.
Nella causa esaminata dai giudici comunitari, il limite di importo previsto a livello interno era pari, come detto, a 700.000 euro. L’ulteriore incremento negli anni successivi e la nuova soglia di 2 milioni di euro, a regime, non possono che confermare la decisione, essendo finalizzati a un più rapido recupero del credito IVA.

Fonte: Eutekne INFO

Emanuele GRECO e Massimo NEGRO

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