Niente di fatto per il rinvio dell’entrata in vigore dell’obbligo di polizza catastrofale, il cui termine resta fissato per ora al 31 marzo, mentre “passa” la revisione del bonus elettrodomestici.
Le due misure sono state presentate sotto forma di emendamenti al DL 28 febbraio 2025 n. 19 (c.d. decreto “bollette”), il cui Ddl. di conversione è all’esame della Commissione Attività produttive della Camera.

Nel corso della seduta di ieri le due proposte di modifica sono state in un primo momento dichiarate inammissibili, ma entrambi i firmatari, di Fratelli d’Italia, hanno presentato ricorso e, in serata, l’emendamento sull’incentivo è stato riammesso.
La proposta prevedrebbe l’opzione di “sconto sul corrispettivo” o di cessione del credito relativo al c.d. “bonus mobili”, di cui all’art. 16 comma 2 del DL 63/2013, che riguarda anche gli elettrodomestici di elevata classe energetica.

Per quanto riguarda l’obbligo di stipulare la polizza contro le calamità naturali, l’emendamento proponeva una proroga di sette mesi. In merito, qualcosa potrebbe però ancora emergere nei prossimi giorni a livello governativo.
Non è passata nemmeno la proposta di “salvare” le auto aziendali prenotate nel 2024, ma in consegna nel 2025 dal “nuovo” sistema di tassazione dei fringe benefit.

Questi e altri emendamenti presentati in Commissione si inseriscono in un contesto riguardante i costi delle forniture di energia elettrica e gas naturale, costi con i quali poco hanno a che vedere.
Il DL 19/2025, infatti, che dovrà essere convertito in legge entro il 29 aprile 2025, contiene “Misure urgenti in favore delle famiglie e delle imprese di agevolazione tariffaria per la fornitura di energia elettrica e gas naturale nonché per la trasparenza delle offerte al dettaglio e il rafforzamento delle sanzioni delle Autorità di vigilanza”.

L’art. 1 del decreto, in particolare, riconosce per l’anno 2025 un contributo straordinario di 200 euro sulle forniture di energia elettrica dei clienti domestici con valori dell’ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) fino a 25.000 euro. A tal fine, entro il 10 aprile 2025 sono trasferite al Gestore dei servizi energetici (GSE) le risorse necessarie per salvaguardare l’equilibrio economico-finanziario dell’ente.

Sono poi contemplate misure che mirano a ridurre il costo dell’energia per le imprese.
Per la tutela di PMI e imprese energivore, l’art. 3 del decreto autorizza infatti, per l’anno 2025, la spesa di 600 milioni di euro per il finanziamento del Fondo per la transizione energetica nel settore industriale, di cui all’art. 27 comma 2 del DLgs. 13 marzo 2013 n. 30, con copertura a valere sulla quota parte dei proventi derivanti dalle aste delle quote di emissione di CO2 dell’anno 2024.
Inoltre, ulteriori risorse sono destinate alle agevolazioni per la fornitura di energia elettrica e gas alle PMI, in particolare all’azzeramento per un semestre della spesa per oneri di sistema relativi al sostegno alle energie ricavate da fonti rinnovabili e alla cogenerazione (cosiddetta componente ASOS) per i clienti finali non domestici in bassa tensione con potenza disponibile superiore a 16,5 kW.

Altre disposizioni, contenute nell’art. 4 del DL, mirano a contenere il maggior onere sostenuto da famiglie e microimprese “vulnerabili” derivante dall’aumento del prezzo internazionale del gas naturale sul costo finale; a tal fine viene introdotto un meccanismo di controllo delle maggiori entrate relative all’IVA.

FONTE: Eutekne Info

 Michela DAMASCO e Arianna ZENI

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